Tour de France 2026, l’orgoglio di Remco Evenepoel dopo il secondo posto finale: “Preparazione perfetta e ho finito che ero ancora fresco”
Il podio del Tour de France non è una novità per Remco Evenepoel. Il belga ci era già salito alla fine dell’edizione 2024, quando chiuse terzo nella generale e anche miglior giovane di quella gara. Il secondo posto finale al Tour de France 2026 sembra però avere un sapore speciale, più gustoso, per il bi-campione olimpico di Parigi 2024, che si era avvicinato con qualche dubbio all’appuntamento, considerando anche il cambio di colori che aveva vissuto qualche mese, lasciando la sua “casa” di sempre, la Soudal Quick-Step, per unirsi alla Red Bull-Bora-hansgrohe. Quel che si è visto è stato però un Evenepoel ben più forte di ogni dubbio, capace di vincere due tappe e di chiudere le tre settimane di gara in crescendo di forma e rendimento.
“Mi ha dato tanta fiducia in più il fatto che stessi andando ancora forte fra la fine della seconda e l’inizio della terza settimana – le parole di Evenepoel a fine Tour, raccolte da L’Équipe – Non c’erano segni che potessi scoppiare, dopo aver seguito una preparazione perfetta. Ancora adesso, a Tour finito, mi sento fresco e penso che potremo imparare parecchio da questo per il futuro“.
Lo scetticismo iniziale ha pesato sull’atteggiamento in gara di Evenepoel? “Forse le aspettative esterne erano più basse a causa delle mie prestazioni in salita della scorsa primavera, fra UAE Tour e Volta Catalunya, ma alla fine abbiamo raggiunto quel che io e la squadra ci eravamo messi come obiettivo, ovvero almeno una vittoria di tappa e il podio finale. Penso di aver fatto un grande passo avanti nel rendimento sulle montagne, nelle tappe più dure. Più di tutto, io tenevo a dimostrare di stare facendo le cose giuste e di non dover mettere da parte il mio sogno di andare sui podi dei Grandi Giri più volte che posso. Volevo far vedere che ho il diritto di sognare questi risultati”.
Quindi, ha funzionato l’approccio da “zero gare” in vista del Tour de France? “È un approccio che mi piace perché i segnali che riesco a cogliere dagli allenamenti non sono replicabili in altri modi. Abbiamo imparato tantissimo, sul mio fisico, sul mio stato mentale e sul mio peso, senza necessariamente dovermi spingere oltre il limite. Abbiamo raccolto un sacco di risposte per il futuro, adesso sta alla squadra analizzarle per capire come preparare il prossimo Tour”.
Evenepoel, che non staccherà a Tour finito, visto che sabato prossimo – 1 agosto – sarà fra i protagonisti della Clásica San Sebastian 2026, rimarca come “in questo Tour io sia rimasto sempre in controllo della mia situazione. Ormai, nella mia carriera ho avuto talmente tanti problemi che ho imparato a gestire tutto quel che può capitarmi. Questo podio è un risultato enorme, perché, in futuro, potrò dire ai miei figli che un giorno sono arrivato secondo nel quinto Tour vinto da uno stesso corridore. È qualcosa che ricorderò per il resto della mia vita”.
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